Un manuale illustrato per imparare l'italiano in sartoria

Aggiornato il: apr 26

La fine di un progetto è sempre il tempo delle valutazioni, così avviene per Lingua Parlata per il lavoro, un progetto di Associazione Irene sostenuto grazie ai fondi dell'Otto per Mille della Chiesa Valdese attraverso il quale 8 donne hanno seguito un percorso formativo innovativo e flessibile di apprendimento linguistico in sartoria arrivando alla realizzazione di un manuale illustrato.


“Se ascolto, dimentico;

se guardo, capisco;

se faccio; imparo” Confucio


Abbiamo chiesto a Maria Moretti, docente di italiano L2 che ha accompagnato le nostre ragazze in questo progetto, di dirci qualcosa di più.


Raccontaci qualcosa di te e del tuo ruolo nel progetto Lingua Parlata per il Lavoro


Mi chiamo Maria e da anni insegno lingua italiana agli stranieri in diversi contesti di apprendimento.

Quando mi è stato proposto di partecipare al progetto ho accettato volentieri perché ritengo la lingua uno strumento fondamentale per poter lavorare integrando competenze e creando relazioni al fine di sentirsi più realizzate e soddisfatte.

Output finale del progetto è il Manuale illustrato di italiano in sartoria. Come è stato realizzato il manuale e con quale metodologia?


Il Manuale è uno dei frutti di questo progetto. È stato realizzato “per” e “con” le sarte: un lavoro a più mani che mostra il percorso fatto e che ha anche come obiettivo l’autonomia nello svolgere il proprio lavoro.

Siamo partite dal dare nome a tutti gli oggetti presenti in sartoria e utili al lavoro.

Poi questi materiali hanno “preso vita” perché si sono trasformati in azioni da compiere per realizzare un prodotto.

Per fare questo c’è stato bisogno di conoscere il modo imperativo per dare regole ed istruzioni, il condizionale per dare consigli e soluzioni a problemi ed infine un tempo passato per il piacere di raccontare cosa è stato fatto.

Partire dal concreto, dai bisogni reali permette all’apprendente di essere protagonista e responsabile del proprio apprendimento.

Come avete affrontato le difficoltà legate alla pandemia?


La pandemia ha reso questo percorso più complesso, mancando a volte la possibilità del reale e del concreto. Abbiamo però sfruttato il periodo di lookdown con incontri online per rinforzare la grammatica, per fare esercizio di comprensione orale ascoltando brevi interventi di stilisti e sarti che raccontavano la loro esperienza e per divertirci sfidandoci con giochi utili alla memorizzazione ed ampliamento del lessico.


Che rapporto si è instaurato con le ragazze?


Penso che si impari solo quando le cose accadono veramente, quando chi parla in realtà ascolta, perché in questo dialogo la presenza di ciascuno diventa luogo di trasformazione di tutti. Insegnante ed apprendente sono entrambi attori e si agisce con corpo e parola. Ad un certo punto è difficile dire chi insegna e chi impara, semplicemente si cresce insieme, anche se da prospettive diverse.

Quali sono stati i loro miglioramenti nell’apprendimento della lingua italiana in sartoria? Ti viene in mente qualche episodio in particolare?


Un momento che mi ha incoraggiato e dato conferma che il lavoro del manuale si stava realizzando nella giusta direzione è stato quando ho visto portato a termine un grembiule. La sarta era riuscita a finirlo da sola seguendo le istruzioni della scheda realizzata insieme.


Per sapere di più sul progetto guarda qui: https://www.spazio3r.org/progetto-lingua-parlata


Si ringrazia: Maria Moretti (Docente di Italiano L2); Irene Benatti (Docente di Sartoria); Chiara Ceretti (Responsabile del laboratorio); Rania Masood (Mediatrice Linguistica); Halima Mstou (Tutor); Davide Cusano (Grafica); e le partecipanti al corso Amira, Elizabeth, Fatheia, Happy, Latifa, Nagwa, Shahira e Uthpala.

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