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Spazio 3R a Milano Circolare 2024

Aggiornamento: 27 mar

Giovedì 29 febbraio, presso BASE Milano, si è tenuta un’interessante giornata di incontri attorno al tema dell’economia circolare nella moda, nel design e nei beni di consumo. L'agenda della giornata è stata bella fitta, ecco quello che è emerso...



Come si inserisce questo evento in un quadro più ampio?


Come affermato da Annibale D’Elia, Direttore Economia Urbana, Moda e Design del Comune di Milano, questo ciclo di incontri ha rappresentato un punto di arrivo ma anche un punto di partenza importante. Punto di arrivo perché ha segnato la conclusione di Centrinno, progetto europeo che ha visto coinvolto il Comune di Milano per quanto riguarda l’area di moda e design. Anche noi abbiamo contribuito a questa iniziativa, il cui scopo era proprio quello di valutare la relazione tra manifattura e sostenibilità, il legame tra la città e l’economia circolare. Dall'altra parte, questa giornata ha segnato un punto di partenza, perché è proprio da queste sollecitazioni, da cui sono stati posti i primi semi, che è possibile ripartire con un piano d’azione specifico per la città di Milano: il nuovo programma triennale per l'economia di prossimità.


 

Chi è intervenuto?


È stata una giornata piena di ospiti, di interlocutori e di scambio. Nel pomeriggio sono intervenuti i responsabili di quattro realtà internazionali che si occupano di economia circolare: SPOK di Malmö (Svezia), VORN hub di Berlino (Germania), Made in Baltimore dagli Stati Uniti e Centre ROG di Lubiana. Grazie a questo confronto, gli ospiti hanno portato la testimonianza di modelli di circolarità e collaborazione promossi in questi anni. Si tratta di esempi di luoghi sicuri di condivisione: attraverso il coinvolgimento e la partecipazione di diversi soggetti vengono create idee.


 

Che ruolo ha avuto Spazio 3R durante la giornata?


Nella parte finale della giornata, dieci imprese e associazioni milanesi hanno presentato la loro attività, ed è qui che siamo entrate in gioco noi, come Spazio 3R. Nel nostro laboratorio la circolarità non è portata avanti solamente perché usiamo tessuti e prodotti che altrimenti andrebbero scartati e portati in discarica. Circolarità si crea anche tessendo relazioni e creando un ambiente accogliente e stimolate, dove ogni donna può riscoprirsi e rimettersi in gioco. “Ricucire le vite, ricucire dei passati con un futuro e farlo attraverso la moda sostenibile”, ha detto Chiara durante la presentazione. È questo ciò che cerchiamo di fare ogni giorno nel nostro laboratorio e nei corsi di formazione, perché ricucire non è soltanto riparare, ma è anche dare una seconda possibilità, un pensare e agire in modo circolare .

















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