Spazio 3R per Maison Kintsugi

Aggiornato il: apr 23

Con l'avvio dell'atelier nel 2021 sono nate nuove collaborazioni con progetti innovativi, realizzati da giovani, coerenti con i nostri valori. Nasce così la relazione con Erika Suzuki e il suo brand Maison Kintsugi.





Partiamo dal nostro armadio e ridiamo vita a tutto ciò che non utilizziamo più.

Così Erika Suzuki descrive il suo progetto Maison Kintsugi, e sin da subito è chiara la relazione con i valori di Spazio 3R. Con lei il nostro “mondo in un laboratorio” si amplia e arriva fino in Giappone. Infatti, nonostante sia nata e cresciuta a Milano, l’educazione fornitale dai suoi genitori le consente oggi di riuscire a trovare un giusto equilibrio italo-giapponese anche nella sfera lavorativa partendo dal rispetto verso la natura e tutto ciò che ci circonda arrivando così al dare nuova vita a tessuti e indumenti che non vengono più utilizzati.


Erika Suzuki - credits photo: Nicolò Parsenziani


Come descriveresti il progetto?

Un concetto basilare col quale descrivere il progetto è “esperimento di sartoria sociale”

Da una parte c‘è il cliente e dall’altra c’è Maison, l’obiettivo è quello di creare una community che condivide gli stessi valori.

Mi piacerebbe avere un contatto diretto con i clienti, con la mia bicicletta venire a casa tua per conoscere la storia dietro agli indumenti che desideri trasformare e solo dopo andare in laboratorio e creare così la fascia perfetta per te!

Ci racconti dell'incontro con Spazio 3R?

Da fatalista quale sono mi piace pensare che sia stato un segno del destino. Ho incontrato il laboratorio ad un evento a Base nel dicembre dell'anno scorso proprio quando stavo pensando come poter avviare il progetto Maison Kintsugi.

Inizialmente mi affidavo a un sarto vicino casa mia che purtroppo però non poteva sostenere un'attività volta alla vendita con numeri più elevati, ecco perchè vivo l'incontro con Spazio3R come l'ultimo pezzo del puzzle che completa l'idea che avevo del progetto.

Prima parlavo del desiderio di creare una community che condividesse gli stessi valori, con il laboratorio questa dimensione si è concretizzata nell'immediato non appena ho letto come lavorano e gli ideali che portano avanti basati sul riutilizzo di scarti di tessuti e materiali inutilizzati.

Ad oggi sono andata più volte a trovare le ragazze, insieme abbiamo studiato il prototipo e iniziato a realizzare le prime fasce attraverso l'utilizzo di tessuti di recupero, alcuni presenti già nel laboratorio, dando così vita alla collezione primavera/estate 2021. Grazie a questa collaborazione riesco a sostenere la produzione mantenendo un'alta qualità nel risultato.


credits photo: Erika Suzuki


Perché Maison Kintsugi?

Kintsugi è un metodo giapponese attraverso il quale con una colata d’oro vengono rimessi insieme i cocci a seguito della rottura di una ciotola.

Ho scelto questo nome perché rispecchia perfettamente il concetto che si trova alla base del progetto, dare un nuovo utilizzo a materiali e cercando di evitare gli sprechi.

Da cosa nasce il progetto? Il progetto nasce da un paio di pantaloni che avevo nell’armadio con i quali ho creato le prime due fasce, una per me e una per mia madre.

Si viene così a idealizzare il progetto nella mia mente, e mi rendo conto sin da subito che ci sono due diverse strade percorribili - la realizzazione di fasce attraverso tessuti di arredamento oppure utilizzando vecchi capi d’abbigliamento dei clienti.



Per vedere l'intera collezione visita il sito di Maison Kintsugi





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