Taitù bon ton à porter e i suoi colletti

Tecnicamente si parla di "lavoro conto terzi" ma a noi piace parlare di partner con cui fare un cammino insieme sulla base di valori condivisi. Così è avvenuto con Lorenza di Taitù Bon ton à porter e i suoi colletti che uniscono artigianalità, gusto, bellezza e sostenibilità. Perchè in fondo ciascuno di noi nella vita si trova a dover ricominciare.....


Raccontaci di te e come è nato Taitù bon ton à porter


Il cuore e la mente di Taitù sono io, Lorenza: mamma x3, una vita nel branded entertainment, runner per passione e amante della moda “che non va di moda”. Mi definisco una “colletto addicted” perché, soprattutto nei bimbi, non amo che indossino capi girocollo, nemmeno in occasioni “da battaglia” come scuola o asilo. Per ovviare alla scomodità dei classici colletti rimovibili che girano intorno al collo e trovare un’alternativa più pratica a camicine o costose polo con “colletti belli” (che ci piange il cuore quando tornano a casa sporche di sugo o pennarello), ho avuto l’intuizione delle calamite e ho iniziato a far realizzare i colletti dei miei sogni. Applicati ad una t-shirt basica cambiano in un attimo l’outfit e, abbinati anche a capi più eleganti, rinnovano il look senza infastidire le nostre bimbe. E l’idea è piaciuta così tanto che ho inziato a farli anche per donna!

 

Cosa vuol dire Taitù? Perchè hai scelto questo nome?

Da bambina mia mamma era solita chiamarmi «signorina Taitù», per sottolineare quanto mi piacesse entrare nella parte della principessa. Ho quindi sempre associato il nome Taitù a qualcuno di sofisticato, elegante e con un pizzico di vanità.

Chi era Taitù? Letteralmente «Luce d’Etiopia», fu una regina estremamente elegante, simbolo di potenza e ricchezza. Ma soprattutto una donna forte e coraggiosa, emblema dell’empowerment femminile ante litteram. La testimonial perfetta per il mio brand!

“Bon ton à porter”, sottolinea la raffinatezza ed il gusto che definiscono le mie creazioni, pezzi unici con accostamenti ricercati di colori e tessuti. Accessori perfetti per piccole (e grandi) Signorine Taitù di tutti i giorni.

 

Come hai conosciuto Spazio 3R? Perchè ci hai scelto? Ho sempre dedicato una parte del mio tempo ad aiutare il prossimo e il mio desiderio più grande è sempre stato quello di riuscire a fare un lavoro che potesse avere un valore anche per gli altri. Quando ho iniziato questa avventura ho letteralmente “googolato” sartorie che avessero progetti di formazione e inclusione e Spazio 3R mi è sembrato non solo un progetto eticamente in linea con quello che stavo cercando, ma anche concreto e con un allure imprenditoriale. Non solo quindi un hub in cui dare alle donne una seconda chance, ma una piccola realtà dal forte spirito imprenditoriale. E mi sono sentita molto vicina ai valori dell’atelier perché anche io, in un certo modo, mi stavo dando una “seconda possibilità “.

 

Qual è la cosa che ti ha colpito più di tutte del laboratorio? La sorpresa è stata constatare la bravura e la precisione delle ragazze! E i miei colletti sono tutt’altro che facili da realizzare! Inoltre è proprio bello percepire la coesione: anche se parlano lingue diverse è tangibile che lavorino tutte per un obiettivo comune.

 

Cosa significa per te artigianalità? Artigianalità è sinonimo di unicità e di passione: gli ingredienti di base dei miei colletti.