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Dal design al cucito: il percorso con i ragazzi all’interno del progetto Scuola Popolare de Il Carro

  • Immagine del redattore: Spazio 3R
    Spazio 3R
  • 28 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Un workshop può essere molto più di un’attività pratica: può diventare uno spazio di riscoperta e riscatto. È quello che è successo con i ragazzi de Il Carro di Monza, in un percorso di sartoria nel laboratorio di Macherio che si inserisce nel progetto dal titolo Scuola Popolare...


Un incontro che nasce dalla condivisione di valori...


Primo incontro e il cucito a mano.

L'incontro con Veronica Motta, educatrice creativa e concept developer, è avvenuto quasi naturalmente e nasce dalla condivisione di valori umani e sociali: «Ho riconosciuto da subito Spazio 3R come una realtà affine per approccio e sensibilità». Da qui ha preso forma una collaborazione che mette insieme textile design, attenzione sociale e lavoro educativo, con l’idea di costruire esperienze concrete e condivise: un ciclo di 3 incontri in sartoria presso il nostro laboratrio di Macherio per 10 ragazzi e ragazze in dispersione scolastica, in collaborazione con l'impresa sociale di Monza Il Carro.



Imparare insieme facendo...


Il risultato dell'upcycling della maglietta in un prodotto finito

Il laboratorio diventa «un’occasione di scambio per trasmettere competenze creative e manuali, ma anche per costruire relazioni e fiducia attraverso il fare». Il percorso è iniziato fuori dal laboratorio di Spazio 3R e ha esplorato i temi del design circolare, dell’uso delle tinture naturali e della stampa botanica. Si è poi spostato all’interno della sede di Macherio, dove Ilaria (docente di sartoria), Anastasia (tutor) e le donne partecipanti del corso, hanno seguito i giovani e le giovani nelle tre mattinate.


Durante gli incontri, i ragazzi hanno sperimentato tre diverse tecniche sartoriali, unendo fare manuale e recupero di tessuti. Il primo momento è stato dedicato al cucito a mano per la realizzazione di un portachiavi, nel secondo hanno sperimentato l’uso della macchina da cucire per creare una bag, mentre nell’ultimo hanno trasformato una maglietta in una borsa con la tecnica dell’upcycling. «La sartoria è uno spazio accogliente, vivo, fatto di colore, materia e manualità. È un luogo in cui si impara facendo, ma anche osservando e condividendo: un contesto ideale per attivare processi creativi e relazionali», commenta Veronica.



Trasformare gli scarti per trasformare lo sguardo...


Il portachaivi finito a seguito del primo incontro.

L’obiettivo è stato duplice: da una parte acquisire competenze pratiche, dall’altra sviluppare capacità relazionali e personali. Lavorare insieme, ascoltare, esprimersi, ma anche entrare in contatto con la propria sensibilità attraverso materiali e processi creativi. «Il clima durante gli incontri era sereno e collaborativo», racconta Ilaria, docente del corso, «l'entusiasmo dei ragazzi per i prodotti finiti dimostra quanto sia stata efficace questa esperienza: la possibilità di trasformare un'idea in un oggetto tangibile ha rafforzato nei partecipanti non solo competenze pratiche di cucito, ma anche la consapevolezza delle proprie capacità e un senso di orgoglio per i risultati ottenuti».


C’è però un’immagine che, secondo Veronica, racchiude il senso più profondo del progetto: quella dell upcycling. «Spesso gli scarti vengono percepiti come qualcosa di privo di valore. In questo percorso, invece, diventano il punto di partenza per creare qualcosa di nuovo».

Una trasformazione che va oltre il tessile: «non riguarda solo i materiali, ma anche le persone». Per ragazzi che a volte si sentono ai margini, vedere nascere qualcosa di bello da ciò che era considerato scarto restituisce valore, possibilità e significato.









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