UPCYCLING IN ACTION, un pomeriggio di workshop a BASE Milano

Aggiornamento: 24 mar

Non c’è cosa più bella di condividere con gli altri la propria passione. Nasce così il desiderio di aprirci alla città e offrire alla cittadinanza delle occasioni per avvicinarsi al mondo della moda sostenibile. Questa è la storia che ci porta al workshop UPCYCLING IN ACTION del prossimo 9 aprile.

Un pomeriggio a BASE Milano con la collaborazione delle Brigate Volontarie per l’Emergenza per “mettere le mani in pasta” e fare up-cycling, ridando una nuova possibilità a capi donati che non hanno avuto una seconda vita. Abbiamo chiesto alla nostra Cora, che guiderà l’incontro occupandosi da sempre di questo tema, di spiegarci cos’è l’up-cycling e come è nato questo evento.



Spiegaci come si traduce Up-cycling in italiano…


Si potrebbe tradurre come “riciclo creativo che genera un valore aggiunto”.

E' diverso dal riciclo perché il concetto di riciclo parte dall'idea di rigenerare una materia prima, normalmente di minore qualità, da cui ripartire con un nuovo processo produttivo. Nel caso dell'Up-cycling invece, si riutilizzano (interamente o in parte) i componenti così come sono, riassembrandoli in modo creativo per creare un oggetto con funzioni diverse dall'originale. Spesso l'oggetto originale rimane facilmente riconoscibile pur avendo cambiato funzione.

Questo termine nasce dal mondo del design e dell'arredamento ma è stato ben presto applicato anche alla moda dove ha assunto caratteri a volte anche molto differenti.

 

Cosa significa fare Up-cycling nella moda?


Nel mondo della moda e del tessile questo concetto si è declinato in diversi modi.

C'è una prima forma di Up-cycling, che si potrebbe chiamare anche “Refashioning”, che consiste nell'apportare modifiche a un capo, magari datato nei volumi o nei dettagli, per renderlo più contemporaneo, pur senza stravolgerlo. È il caso di chi possieda una vecchia giacca, magari fuori misura ma con un bel tessuto non ancora rovinato, che decida di “rimetterla a modello” e cambiarne decorazioni e dettagli.

C'è poi l'Up-cycling vero e proprio, dove si trasforma completamente un capo per generarne uno completamente diverso. Per esempio, una camicia da uomo che diventa una gonna femminile o una coperta vintage che si trasforma in un cappotto. Sono possibili anche combinazioni di due o più capi tra loro, fino al ben noto “patchwork” dove si assemblano i più piccoli pezzi di tessuto. Questa tipologia di Up-cycling può essere realizzata a partire da capi usati, vintage o di seconda mano, oppure da capi perfettamente nuovi. Purtroppo, infatti, nella moda non è così raro che, per diversi motivi, grandi quantità di capi invenduti vengano destinati allo smaltimento.

Vi è infine una terza tipologia che parte dal recupero di interi rotoli di tessuti nuovi, anch'essi altrimenti destinati allo smaltimento, magari perché fallati o scartati dai grandi brand.

 

Quando hai iniziato a praticare Up-cycling? Continui a farlo?